Il Convitto Nazionale "Vittorio Emanuele II" di Roma ospita un medico missionario

Chiara Castellani: "Il diritto di sognare"

La dottoressa ripercorre 26 anni di operato in Congo

 

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"Là dove la vita non vale niente, niente ha valore come la vita". È così che Chiara Castellani, operatrice sanitaria in Congo, dà inizio all'incontro con le classi quarte del Convitto Nazionale di Roma, svoltosi lo scorso 29 novembre. La dottoressa riassume gli insegnamenti di un'avventura che dura da 26 anni. La sua. I ragazzi presenti in sala hanno avuto la possibilità di immergersi a pieno nel racconto di una vita di duro lavoro e sacrificio. Ma soprattutto di formazione morale.

La dottoressa ha scelto come perno del suo discorso il tema del sogno: "Il sogno è ciò che ancora non accade, ma che preme per irrompere e fare storia". Questo è uno degli aforismi selezionati e proiettati su una delle slide, ricche di foto, per mezzo delle quali Chiara Castellani ha portato il Congo al Convitto. Ma a quale sogno si riferisce? A quel sogno che equivale a speranza; quella speranza di cui i giovani congolesi rinchiusi in carcere si nutrono per vivere; quella speranza per cui la dottoressa sta combattendo da 26 anni.

Chiara Castellani ricorda che fin del principio della sua carriera professionale come medico, inizialmente in Nicaragua e poi in Congo, si è sempre spesa per tutti coloro che sono vittime di Stati che versano in gravi condizioni di guerra e povertà. Tra i numerosi progetti realizzati da Chiara spicca la costruzione di una micro-centrale idroelettrica per dare acqua e luce all'Ospedale di Kimbau. La centrale è stata finanziata dall'AIFO e dall'ISTEM di Kenge (Università Medica in scienze infermieristiche ed, attualmente, anche Magistrale) ed anche dalla Conferenza Episcopale Italiana, dalla Regione Veneto e con la collaborazione dell'AUCI. Costante è la sua battaglia contro lo sfruttamento dei bambini minatori coinvolti nell'estrazione del Coltan, un minerale essenziale per la creazione di dispositivi elettronici.

Per sognare è, dunque, necessario impegnarsi. E rimanere giovani. "Finché sogni rimani giovane", l'ha detto lei, Chiara Castellani, che dall'alto dei suoi 61 anni mostra l'intraprendenza di una ragazza di 16, dimostra cioè l'età dei suoi uditori: quegli alunni del Convitto a cui ha dato, tra commozione e sorrisi, la ricetta per sognare.

I ragazzi della IVB internazionale


 

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